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Oltre ai potenziali vantaggi economici di cui abbiamo già trattato, non bisogna omettere i sostanziali vantaggi ambientali che la diffusione di tali impianti produrrebbe. Per quantificare tali vantaggi è possibile valutare la quantità di diossido di carbonio (CO2) emessa nell’atmosfera dai diversi modi comunemente utilizzati per produrre acqua calda (scaldabagno elettrico, caldaia a metano, pannelli solari).
Per inciso è utile ricordare che il diossido di carbonio e’ ritenuto una delle cause dell’eccessivo surriscaldamento del pianeta terra. Per produrre l’acqua calda necessaria al proprio fabbisogno, una famiglia di 4 persone con uno scaldabagno elettrico utilizza circa 7,7kWh elettrici al giorno.
Per produrre 1kWh con una centrale termoelettrica si emettono circa 0,7kg di CO2, uno scaldabagno è, quindi, responsabile di circa 5,4 kg di CO2 ogni giorno.Una caldaia a metano, invece, utilizza circa 0,9 metri cubi di combustibile al giorno per famiglia.
Poichè nella combustione di metano si producono circa 1,96kg di CO2 ogni metro cubo, l’emissione giornaliera è pari a 1.77kg di CO2. Con i pannelli solari non si ha nessuna emissione di CO2 né di altri inquinanti atmosferici come le polveri, gli ossidi di azoto e ossidi di zolfo.In ogni caso i pannelli possono essere usati anche ad integrazione della caldaia gas o dello scaldabagno con riduzioni delle emissioni del 60%.
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