Energia fai da te? Le banche finanziano i pannelli solari

Il "conto energia" comincia a convincere molti italiani. A confronto le offerte di 4 istituti.

Ormai non è più solo un problema di gas serra. Col petrolio che galoppa verso i 150 dollari al barile e la tariffa elettrica che sale, installare impianti per produrre da sé, in casa, energia pulita, più che un vezzo da ambientalisti sta diventando un’esigenza. E siccome gli scenari futuri non lasciano presagire nulla di buono, l’idea accarezza sempre più italiani. Complice il sistema del conto energia, da poco più di un anno aperto anche ai privati, che consente di “vendere” l’energia prodotta in casa al Gestore del sistema elettrico nazionale, così da potere ammortizzare la spesa per un impianto domestico in 10 - 12 anni.
 
Incentivi fino a 20 anni
In più c’è l’assicurazione di ricevere gli incentivi fino a 20 anni dall’installazione, e archiviare per sempre gli aumenti dell’elettricità. Che il nuovo conto energia inizi a convincere lo dicono i quasi 8mila impianti fotovoltaici attivati dal 2007 a oggi (per una potenza complessiva di 100 Megawatt), ma il problema reale, per molte famiglie, è trovare i circa 20mila euro che servono all’acquisto dei pannelli.
 
In scena le banche
Ed è a questo punto che sono entrate in scena le banche. Mossi chi dalla sensibilità ai problemi ambientali, chi dalla prospettiva di un mercato in forte espansione, diversi istituti di credito hanno ideato dei prodotti finanziari “ad hoc” per chi desidera pannelli fotovoltaici sul tetto di casa.
 
Le diverse offerte
In comune, tutti i prodotti, hanno condizioni e tassi più vantaggiosi del normale, in più qualche facilitazione per rendere il pagamento delle rate più elastico e leggero. In queste pagine vi illustriamo le offerte di 4 gruppi, Banca Etica, Prestitempo (Deutsche Bank), Intesa-San Paolo e banche di Credito Cooperativo, ma anche molti altri istituti e società di finanziamento offrono soluzioni comparabili. L’intento è quasi sempre lo stesso: fornire una soluzione comoda affinché l’impatto della spesa sia per il cliente il meno pesante possibile. C’è chi, come Prestitempo, lo fa offrendo una forma di finanziamento personale più leggera e “snella” rispetto alla tradizionale, chi, come Intesa San Paolo, propone ai clienti, una soluzione a zero spese e senza oneri aggiuntivi. Tutte offrono di finanziare l’intera somma richiesta, e si mette in in campo la possibilità di pagare le rate solo quando l’impianto è già attivo, e il cliente può usufruire dei benefici del conto energia.
È il caso di Banca Etica e del gruppo Credito cooperativo, che hanno soluzioni più complesse e molto “comode”, e che per questo analizzeremo più nel dettaglio. Non a caso sono stati questi due nomi ad aprire la strada ai prestiti verdi. La Convenzione delle banche del Credito cooperativo della provincia di Grosseto con Legambiente risale infatti al 2004, e si è poi estesa a livello nazionale. Su 400 filiali oggi sono circa 130 quelle che hanno aderito al progetto.
 
COME SI FA
Per richiedere un finanziamento in uno di questi istituti è necessario illustrare alla banca il progetto dell’impianto, che deve essere validato da Legambiente con un certificato di conformità di carattere ambientale, vincolante per l’erogazione del finanziamento.
Spiega Maurizio Sonno, responsabile crediti speciali della sede di Grosseto: “Legambiente accerta che l’azienda venditrice fornisca un impianto di ultima tecnologia, efficiente e duraturo, così da garantire il cliente e la banca”. Ricevuto l’ok entro dieci giorni, la banca liquida il denaro direttamente al venditore. Contemporaneamente, prima di attivare il finanziamento vero e proprio, viene aperto un conto corrente a nome del cliente, dove viene addebitata della somma prestata. “Fino a che l’impianto non sarà funzionante il cliente non deve pagare nulla, gli saranno addebitati solo gli interessi sullo scoperto, che sono uguali a quelli del prestito”, spiega Sonno. “Solo quando il macchinario è attivato, il conto viene chiuso e inizia il pagamento rateale”.
 
L'offerta di Banca Etica
Molto simile, per certi versi, anche l’offerta di Banca Etica, che ha numerosi prodotti per chi sceglie il risparmio energetico. Anche qui si tratta di prodotti particolari, come spiega Paolo Ferraresi direttore della sede di Padova, “questi finanziamenti non sono semplici prodotti finanziari, ma fanno parte di un progetto molto più ampio che ha lo scopo di tutelare l’ambiente e valorizzare le persone”.
 
Premesso ciò, le offerte di Banca Etica sono comunque molto concrete. Il prodotto Fotovoltaico 100, consente prestiti fino a 20 anni per impianti fino a 20 kW senza chiedere garanzie ipotecarie. Il 30% dell’importo viene erogato subito, con il sistema dello scoperto di conto (confluisce come rosso di un conto corrente aperto ad hoc), la parte restante viene liquidata al collaudo della macchina, momento in cui si chiude il conto.
 
Prestito saldato in 9 anni

Ma a questo si aggiungerà presto un’

altra novità

: “Spariranno le rate mensili o trimestrali oggi”, spiega Ferraresi. “I contributi statali del conto energia saranno canalizzati su un conto corrente, e utilizzati direttamente per andare a coprire il debito, per tutta la durata del prestito”. E se i contributi, causa maltempo, non potessero coprire? Banca Etica calcola che con i soli soldi del conto energia (senza includere il risparmio dovuto alle bollette di energia elettrica), bastano in media per

saldare

il prestito in

9 anni

al Sud e in 11 al Centro. Per quelli del Nord, in cui sono previsti 14 anni, si potrà integrare con un prelievo intermedio o alla fine del conto.