Energia, Saglia: Italiani pigri e spreconi, cambiare abitudini

“Il caro benzina è anche colpa degli italiani 'bambini' viziati. Certamente, la responsabilità si divide tra i produttori, i distributori ma anche i consumatori hanno le loro colpe”.

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ospite del programma tv KlausCondicio condotto da Klaus Davi indica anche nelle cattive abitudini degli italiani una delle responsabilità, lo ha detto alle telecamere di Klauscondicio spiegando: “Abbiamo il prezzo della benzina più alto rispetto agli altri paesi europei perché siamo viziati. Gli italiani non hanno voglia di avere il self service e di fare da sé, ovunque possono si fanno servire. Ci sono addirittura immigrati che prendono un euro di notte per farci benzina, se lo facessero in Inghilterra non se li filerebbe nessuno. Perché in Italia si ? Sono molto convinto di questo – ha rincarato la dose nel corso del programma Tv Klauscondicio - perché noi siamo veramente un popolo di viziati. Noi vogliamo la benzina seduti, nella nostra poltrona, nella nostra macchina, non vogliamo scendere e la vogliamo pagare di meno. Non mi preoccupa se questa affermazione è impopolare, però è la verità”. “C’è il rischio che il prezzo del petrolio salga ulteriormente e che tocchi vette anche più alte di quelle conseguite ieri, 76 dollari al barile”, ha poi aggiunto il sottosegretario. “Vorrei riuscire, prima di Natale, a presentare una riforma di sistema dei carburanti attraverso anche un disegno di legge. Diciamo che per Natale possiamo solo chiedere loro, prezzi e dati alla mano, di comportarsi correttamente. Il prezzo della benzina sale perché c’è la speculazione. La crisi è nata per un problema finanziario di strumenti slegati dall’economia reale. Questi strumenti finanziari, che prima speculavano sui settori immobiliari, oggi lo fanno sulle materie prime, e il petrolio è il principale soggetto di questa speculazione. Quindi, i caimani di Wall Street sono ancora al lavoro. I petrolieri sicuramente non vengono aiutati da questa speculazione internazionale, ma ci marciano quando fanno corrispondere la speculazione ai prezzi reali per il consumatore”.

Sempre in materia il sottosegretario ha aggiunto: “I governi sono impotenti di fronte alla lobby della benzina, queste sono più potenti perché hanno una capacità di intervento transnazionale, cioè sono delle grandi compagnie multinazionali. Ho proposto di creare una borsa europea del petrolio – ha ricordato Saglia - perché il problema è che oggi, i paesi produttori Opec hanno un loro strumento per ricattare il mercato, mentre i paesi non Opec hanno altri strumenti. Gli unici che non ne hanno sono i consumatori e siccome ormai i paesi europei sono tutti consumatori, farebbero bene a fare una borsa che sia slegata dalla borsa di Londra e dalla borsa internazione, da Wall Street. Questo ci permetterebbe di scambiare, magari in futuro, il prezzo del barile in euro e non in dollari. Proporrò - ha annunciato l’esponente del governo - al ministro Tremonti una detrazione fiscale sulle bollette, l’idea potrebbe piacergli La bolletta è uno strumento che è diventato sempre più trasparente, quindi si può utilizzare in vari modi, noi per adesso lo abbiamo utilizzato con il bonus elettrico e il bonus gas per aiutare le famiglie più bisognose”.

Sulle prospettive del mercato del petrolio Saglia ha osservato che “la benzina durerà per altri cento anni. Bisogna distinguere fra quello che è il picco della produzione, raggiunto il quale poi scenderà la produzione, che è secondo gli osservatori internazionali attorno al 2050. Arriveremo al 2050 e potremmo continuare a finanziare con il petrolio consumi crescenti. Questa è la previsione più accreditata a livello internazionale, tutto però dipende dalla tecnologia. Perché se la tecnologia si evolve e se il prezzo del petrolio è sufficientemente alto per finanziare gli investimenti, se andiamo a cercare le sabbie bituminose in Canada, se troviamo il modo di perforare in Alaska i giacimenti che ci sono, piuttosto che al Polo Nord, è chiaro che tutto questo può essere messo in discussione: la tecnologia e la scienza possono mettere in discussione le previsioni”.

Quanto al mercato energetico italiano, il sottosegretario si è detto “favorevole all’istituzione di una card per le famiglie che s’impegnano nel risparmio energetico. Il risparmio energetico – ha spiegato è la fonte più preziosa che noi abbiamo per la situazione che stiamo vivendo dal punto di vista dei consumi. Dal punto di vista industriale già esiste un meccanismo simile, si chiamano certificati bianchi e vengono dati - però - alle aziende che distribuiscono energia. Quelle che dimostrano di risparmiare emissioni di CO2 o in efficienza, ricevono un contributo pubblico. Siccome il meccanismo c’è ed esiste si può trovare il modo di estenderlo anche ai cittadini”. “Non avrei problemi a mandare i miei figli a scuola, nelle vicinanze di una centrale nucleare”, ha poi dichiarato durante l’intervista per Klauscondicio. “Le centrali nucleari –continua Saglia- sono oggi quanto di più sicuro ci sia a livello energetico. Sono dei centri di ricerca dal punto di vista internazionale, non danno nessun tipo di problema alla convivenza, ne ho visitate diverse e, devo dire, non c’è davvero nessun pericolo. Noi siamo convinti che sia un investimento per il futuro”.

In tema di ecologia il sottosegretario ha denunciato “scarsa sensibilità e i ministri non danno il buon esempio. Questo è un problema vero e in Italia, molte sedi ministeriali sono edifici storici. È molto complicato installare fonti rinnovabili e pannelli solari sugli edifici storici; ci sono dei vincoli dal punto di vista architettonico e urbanistico. Nei ministeri c’è scarsa sensibilità e lassismo nei confronti dell’ecologia. I ministeri sono poco ecologici e verdi anche perché in Italia è molto complicato mettere fonti rinnovabili e pannelli solari sugli edifici storici; ci sono dei vincoli dal punto di vista architettonico urbanistico”. Un modo di risparmiare per Saglia è quello del pullover in ufficio: “In alcuni casi è impossibile. Però con il maglione in ufficio si sta più comodi, la temperatura corporea si abbassa di qualche grado e quindi si sta anche meglio. L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, aveva lanciato l’idea all’Eni di togliersi la cravatta ed io sottoscrivo l’idea degli internauti di Klauscondicio di creare un Pullover Day negli uffici. Il maglione al posto della giacca mi piace molto, via la cravatta e poi abbassare la temperatura del riscaldamento. Il risparmio energetico ed economico sarebbe notevole. Bisogna spegnere anche le luci di notte negli uffici. Queste cose succedono perché l’energia elettrica, in realtà, costa ancora poco rispetto a quello che uno dovrebbe pagare. È brutto dirlo, ma se una cosa ti costa tanto poi di sicuro non la sprechi. Di notte costa poco, ma con questo non voglio dire che bisogna aumentare le bollette, ci mancherebbe altro, però forse bisognerebbe studiare delle fasce orarie diverse”.

Analogamente, continua Saglia, “le partite di calcio in notturna sono uno spreco inutile di energia elettrica. Farei le partite solo la domenica pomeriggio e se saltasse la luce al Grande Fratello non sarebbe un male. Il Gf ha davvero stancato, dopo dieci edizioni compiamo questo gesto di buona volontà e facciamo un’altra cosa”. Tornando all’energia Saglia afferma che “i single sprecano più energia rispetto alle famiglie e agli anziani e pagheranno l’8/10 per cento in più nelle bollette, per permettere a famiglie e anziani di pagare meno. I single sprecano di più probabilmente perché hanno una vita talmente fuori casa, da non preoccuparsi di quello che accade nel momento in cui non ci sono: il rubinetto aperto, la luce e il riscaldamento acceso tutto il giorno. Il single ha questo stile di vita e quindi spreca di più; non è che consuma di più, ma potrebbe consumare di meno”.

“L’acqua in Italia costa pochissimo – conclude Saglia - , finché sarà così gli italiani la sprecheranno. Dovrebbe costare molto di più, se fosse gestita da soggetti totalmente privati come accade in altri paesi, costerebbe infinitamente di più. La usiamo male perché non è sufficientemente preziosa, adesso qui qualcuno mi accuserà di volermi anche lamentare delle bollette dell’acqua, ma il problema è che il comportamento virtuoso s’incentiva anche con la penalizzazione, con il premio e con la penalizzazione, col bastone e con la carota”.


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